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Nel 1626 Johan Bruegel, un pittore “minore” della sua famiglia, dipinse una veduta del Paese regalandoci una “fotografia” di come si presentava Pernate in quel tempo.

Nel corso di questo secolo, la peste colpì il Comune di Pernate che ebbe difficoltà ad onorare i suoi impegni finanziari e nel 1641 in virtù di nuove leggi fu cambiata l’antica struttura del Comune e il suo governo fu affidato non più solo a quattro Consoli ma a dodici Reggenti (quattro Consoli e otto Consiglieri).

In seguito al lascito di Andrea Fizzotti, il Comune di Pernate e la Parrocchia istituirono una “cappellania” che aveva lo scopo di dare una istruzione elementare ai ragazzi di Pernate; infatti in base agli accordi, il cappellano, titolare del beneficio, aveva anche il compito di insegnare ai fanciulli a leggere, a scrivere e a fare i calcoli, risolvendo così un importante bisogno sociale del Paese.

Nei primi anni del Settecento, quando il ducato di Milano fu ceduto all’Austria, si estinse la linea dinastica di successione al feudo, che cessò di esistere per esplicita richiesta al sovrano da parte del popolo e in seguito a ciò il podestà divenne di nomina governativa.

In questi anni fu redatta la prima mappa del territorio comunale e il relativo catasto sia del Comune di Pernate come del Comune della Riotta-Riottina.

In questo periodo furono costruite anche due chiese, ora non più esistenti, una dedicata alla Immacolata con altri santi, nella cascina Casa Vecchia e l’altra dedicata al SS. Crocifisso con altri santi alla Riottina; le costruzioni di questi edifici sacri furono messe in opera dai proprietari delle rispettive cascine.

Negli ultimi anni del Settecento nella cascina Riotta soggiornò alla vigilia del matrimonio una principessa d’Austria, che si unì in matrimonio nel Duomo di Novara con il Principe cadetto di Casa Savoia Vittorio Emanuele che poi alla caduta di Napoleone sarebbe diventato Vittorio Emanuele I, Re di Sardegna.

Durante il periodo Napoleonico, il Comune di Pernate fu soppresso e aggregato a quello di Novara e anche dopo la restaurazione avvenuta con il Congresso di Vienna del 1815, il Comune non fu più ripristinato.

Nell’Ottocento anche a Pernate si fecero sentire le leggi Siccardi con l’incanto dei beni della chiesa, che venne fatto nella pubblica piazza del Paese e come conseguenza la parrocchia perse alcune proprietà ed anche quasi tutto l’immobile, dove solo in una sua parte negli anni cinquanta, era adibito ad oratorio; altri beni furono incamerati come quelli del beneficio della SS. Trinità e della Madonna del Bosco, forse già in epoca Napoleonica. Sempre in questo secolo si sviluppò l’agricoltura che divenne l’attività lavorativa preponderante, rispetto a quella artigiana.

L’Ottocento è anche il secolo delle guerre di Indipendenza: la prima che fu combattuta vicino a Pernate e che portò timore nel Paese e la successiva, del 1859, che vide il passaggio sul territorio pernatese di Napoleone III per attaccare l’esercito Austro-ungarico a Magenta; secondo una tradizione popolare, i soldati francesi si accamparono in una cascina detta poi in dialetto cascina “Francesina” e in italiano cascina del Campo Francese.

Dopo la vittoria sull’Austria nella seconda guerra di indipendenza fu modificata la viabilità per collegare Novara con Milano e quindi anche il territorio pernatese sia nelle campagne che in Paese fu interessato da queste opere.

Nelle campagne si modificò il tracciato dell' antica strada che portava a Milano, la strada che collegava Pernate a Novara, il territorio della Riotta a Novara, Pernate a Galliate e a Romentino ponendo le basi per un nuovo impianto urbanistico del Paese.

Alla fine dell’Ottocento per impulso del parroco don Alfonso Sandrino prese il via l’Asilo, per la cura dei bambini, affidato dapprima alle suore del Cottolengo e poi alle Salesiane di don Bosco; la scuola elementare era già presente solo per le prime classi ed in seguito fu costruito in via Collodi un nuovo edificio,ora demolito, per l’intero ciclo di istruzione elementare e infine se ne costruì un altro dedicato a Michele Coppino.

Sempre nell’Ottocento si ristrutturò la canalizzazione delle acque nelle campagne e si costruì un’opera ancora esistente come segno di questo evento.

Nel marzo del 1881, venne costituito anche il “Consorzio Irriguo di Pernate”.

Durante le guerre per l’Unità d’Italia, a partire dal 1871, le successive guerre coloniali, e le due guerre mondiali, molti furono i pernatesi chiamati alle armi ed il Paese ha voluto onorare/ricordare tutti coloro che sacrificarono la propria vita con un monumento ai caduti nel suo cimitero.