Paragrafi:

 

Lungo le strade che da Novara portano a Galliate, a Romentino e a Trecate ed anche oltre la ferrovia Novara-Milano e l’autostrada Milano-Torino si estende un territorio che i vecchi pernatesi, portano nel loro cuore con una forte nostalgia e lo considerano come il territorio del loro antico Paese; i loro antenati lo percorrevano e l’avevano reso fertile e l’avevano contrassegnato con toponimi che ora si vanno perdendo nella memoria dei suoi attuali abitanti ma che erano per le generazioni di un tempo ricchi di ricordi di vita vissuta nel duro lavoro dei campi.

In questo territorio sorse un Paese che ha sempre vissuto il suo tempo: i suoi giorni trascorrevano segnati dalle feste religiose e dagli eventi importanti legati alla vita civile; nel privato la propria famiglia di tipo patriarcale era portatrice di valori religiosi e civili; essa si rapportava anche con i vicini del cortile; infatti il cortile era considerato come una seconda famiglia; con il passare del tempo anche tutto ciò si è modificato anzi non fa più parte né del vissuto né del ricordo di molti pernatesi di oggi; una volta tutti gli abitanti parlavano un dialetto che ora invece è parlato e conosciuto da pochi.

La storia di questo Paese così come è proposta deve essere letta come il cammino nel tempo di una Comunità che ha conservato la sua presenza sul territorio e con essa ha tramandato i suoi valori.

Pernate ha un passato antico come di fatto lo rivela il nome stesso di origine celtica.

Il suo territorio in epoca romana, proprio per la particolare posizione geografica fu attraversato da una strada di collegamento con le più importanti città dell’impero ed in esso vi sorse una villa come a Pelle; durante recenti scavi, a testimonianza di ciò, sono state ritrovate delle tombe con relativi corredi funebri e monete risalenti al periodo imperiale.

Successivamente, la dedicazione della antica chiesa di S. Michele, ora non più esistente, ci fa pensare anche ad un insediamento longobardo nelle campagne di Pernate attorno alla città di Novara.

La prima testimonianza scritta sull’esistenza dell’abitato di Pernate si ha nelle carte capitolari del duomo di Novara dell’anno 840, all’epoca dell’impero fondato da Carlo Magno e sotto il regno dei suoi successori.

Allora questo centro appariva già come una comunità organizzata con una sua decima da pagare così pure Malpignano, che era un altro centro abitato in territorio pernatese, unitamente ad altri villaggi dell’interland novarese.

Dal IX secolo inizia la storia scritta di Pernate e con essa conosciamo il primo nome di un pernatese, Benedetto, che fu citato in alcuni documenti nell’anno 886.

Nel X secolo questo borgo faceva parte del “Comitato di Pombia”; infatti Berengario I, Re d’Italia, negli anni 911- 915 concesse la licenza per la costruzione di castelli atti a difendere il lato sud-orientale del Comitato dall’invasione degli Ungari e fra queste opere di difesa vi era anche un castello a Pernate; cessata la minaccia degli Ungari, il castello divenne un possedimento feudale appetibile solo per la sua rendita e nel 1014 fu donato al vescovo di Vercelli, da Enrico II e poi nel 1025 al vescovo di Novara dal Re d’Italia Corrado II, il Salico.